Ilaria Salis perquisita in hotel a Roma: l’Italia è un regime

Ilaria Salis perquisita in albergo a Roma: “L’Italia ormai è un regime

Se pensavate che il rock’n’roll fosse morto, vi sbagliavate di grosso: si è solo trasferito nelle stanze d’albergo degli europarlamentari di opposizione. Questa mattina, mentre i comuni mortali combattevano col primo caffè della giornata, Ilaria Salis affrontava un unplugged a sorpresa con le forze dell’ordine.

Come riporta la stampa nazionale, la polizia ha bussato all’alba alla porta della sua camera d’hotel romana per una chiacchierata “preventiva” durata oltre un’ora. Il tutto a poche ore dall’inizio della manifestazione “No Kings”, il corteo contro il riarmo e l’autoritarismo che oggi sfilerà per la Capitale. L’eurodeputata, evidentemente poco avvezza al servizio in camera in divisa, ha affidato il suo sfogo ai social: “Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere… viviamo già in uno Stato di polizia”. Secondo la Salis, la sveglia anticipata sarebbe il logico e diretto “effetto del Decreto Sicurezza”.

Ma attenzione al colpo di scena degno di una spy-story di serie B. La Questura di Roma, chiamata a giustificare la mossa che ha fatto gridare al fascismo mezzo centrosinistra, ha spiegato tramite le agenzie di stampa che si è trattato di un semplice “atto dovuto, dopo la segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo”. Un “paese terzo”, capite? Il toto-Stato è aperto, ma se il vostro primo pensiero è volato verso le ridenti pianure ungheresi di Viktor Orbán, sappiate che non siete i soli.

Anche i leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno subito mangiato la foglia. Come riportato dalle agenzie, i due hanno tuonato contro la “gravità inaudita” dell’evento, chiedendosi apertamente: “Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo”. Insomma, tra il pacchetto sicurezza e le “segnalazioni” degli amici di Visegrad, l’esecutivo sembra aver trovato il modo perfetto per fare la sveglia muscolare all’opposizione.

Certo, la narrazione ufficiale derubrica tutto a “controlli di routine”. Perché in fondo, chi non subisce una perquisizione di un’ora all’alba prima di andare a manifestare in piazza? È il nuovo pacchetto bed & breakfast della Capitale: cornetto, cappuccino e identificazione.

Mentre il corteo No Kings si prepara a riempire le piazze, resta una domanda sospesa nell’aria: la prossima volta che un europarlamentare oserà prenotare una stanza a Roma, dovrà chiedere il permesso a Budapest o basterà lasciare la porta socchiusa per agevolare il “controllo preventivo”? Nel dubbio, vi consigliamo di dormire vestiti. Non si sa mai a che ora passa il regime.

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