Turchia, il sogno americano a scuola: sparatoria e 16 feriti

Turchia, studente apre il fuoco nella sua scuola poi si toglie la vita: 16 feriti

Sembrava una mattinata qualunque a Siverek, nel profondo sud-est della Turchia, un tiro di schioppo (letteralmente, a questo punto) dal confine siriano. E invece no, il lato più pulp del sogno americano ha fatto breccia anche nell’Anatolia di Erdogan. Secondo quanto riportato da Sky TG24, un diciottenne armato di fucile da caccia ha deciso di trasformare il liceo tecnico professionale Ahmet Koyuncu nell’ennesimo set in stile Bowling a Columbine. Il risultato? Sedici feriti e un suicida. L’Occidente, signori miei, non esporta più solo le multinazionali del fast food e le serie TV: ora abbiamo delocalizzato pure il format del school shooting.

Come ci racconta Adnkronos, il ragazzo, un ex studente dell’istituto, ha varcato la soglia armato fino ai denti e ha iniziato a sparare nel mucchio. La classica scena da Far West che di solito associamo ai sobborghi dell’Ohio o del Texas, ma che ora va in onda a Sanliurfa. Dieci studenti, quattro insegnanti, un poliziotto e persino il povero addetto alla mensa sono finiti nel mirino, come precisa puntualmente La Tecnica della Scuola. Perché quando decidi di scimmiottare i peggiori trend d’oltreoceano, ci tieni a fare le cose in grande e a non tralasciare proprio nessuno dell’organigramma scolastico.

E ovviamente non poteva mancare il momento thriller, roba che a Hollywood venderebbero subito a qualche piattaforma di streaming. Il Corriere del Ticino fa sapere che l’assalitore ha persino preso degli studenti in ostaggio, costringendo le forze speciali turche a circondare l’edificio. Trattative, teste di cuoio, panico generale. Alla fine, il governatore locale Hasan Sildak ha dovuto ammettere ai microfoni dell’emittente Ntv che il diciottenne ha deciso di far calare il sipario da solo, togliendosi la vita con la stessa arma. Game over.

Viene da chiedersi cosa passi per la testa di un diciottenne per spingerlo a emulare il peggio della cronaca nera a stelle e strisce. Forse la globalizzazione ci è definitivamente sfuggita di mano. Mentre l’opinione pubblica si spertica in analisi sulle grandi tensioni geopolitiche mediorientali, scopriamo che il vero nemico striscia tra i banchi di scuola, armato di fucile e di un nichilismo d’importazione. E così, la Turchia si sveglia un po’ più americana e noi, da bravi spettatori cinici e assuefatti, aggiorniamo il contatore dei feriti e scrolliamo il feed, in attesa del prossimo emulatore di turno.

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