Melania trump e il robot umanoide alla casa bianca: è black mirror

Melania accoglie i leader con un robot umanoide alla Casa Bianca

C’è stato un tempo in cui alla Casa Bianca si accoglievano statisti, premi Nobel e, al massimo, qualche stagista troppo zelante. Oggi, invece, siamo ufficialmente entrati in un episodio scartato di Black Mirror. L’East Room si è trasformata nel set di un film distopico di serie B quando Melania Trump, fasciata nel suo consueto distacco siderale, ha sfilato sul tappeto rosso accompagnata dal suo nuovo migliore amico: un robot umanoide.

Come riportato dalla CNN, la scena è stata a dir poco surreale. Durante il summit “Fostering the Future Together” dedicato all’educazione e ai bambini, la First Lady ha presentato al mondo “Figure 03”, un droide in bianco e nero prodotto dall’azienda americana Figure AI. E come sottolinea impietosamente Mashable, il robottino non si è limitato a fare da soprammobile: ha ringraziato Melania con una voce femminile dai toni vagamente “vocal fry”, dichiarando con orgoglio di essere “costruito per gli Stati Uniti d’America”. Insomma, un droide sovranista MAGA-compatibile. Chissà se ha già chiesto di erigere un firewall al confine con il Messico.

Ma la vera chicca, che ha mandato in tilt l’ironia globale, è stata la performance linguistica. Il robot ha salutato i presenti in ben 11 lingue diverse. Un cortocircuito logico meraviglioso: nell’amministrazione Trump, nota per il suo approccio “English Only” e la fobia per i confini aperti, il membro più poliglotta e accogliente della Casa Bianca è letteralmente un pezzo di metallo senza passaporto.

L’obiettivo di questa parata cibernetica? Semplice: sostituire i professori in carne e ossa. Melania ha infatti vagheggiato l’arrivo di “educatori umanoidi chiamati Platone”, capaci di personalizzare l’istruzione in base allo “stato emotivo” degli studenti. Una prospettiva agghiacciante che, come nota Futurism, ha reso l’ottica dell’evento “stridente” e profondamente inquietante per una conferenza sui minori. Ma c’è a chi questa prospettiva piace da impazzire. Non a caso, KSL.com fa notare come in prima fila ci fosse la Segretaria all’Istruzione Linda McMahon, beata e sorridente. Certo che sorride: l’agenda presidenziale prevede lo smantellamento del Dipartimento dell’Educazione federale. Perché pagare fior di sindacalisti e insegnanti precari quando puoi piazzare in cattedra un frullatore glorificato che non sciopera, non chiede l’aumento e, soprattutto, non insegna la Critical Race Theory?

Tra il pubblico, le First Lady internazionali assistevano attonite. Come riporta Il Tempo, Brigitte Macron ha fatto buon viso a cattivo gioco, accennando sorrisi di circostanza. Chissà cosa passava per la testa della première dame francese, lei che un tempo era proprio un’insegnante, di fronte a un ammasso di circuiti che minaccia di rubarle il vecchio mestiere.

In fondo, questa mossa della First Lady è un capolavoro di satira involontaria. Melania ha finalmente trovato l’ospite perfetto per la sua permanenza a Washington: qualcuno che segue le istruzioni alla lettera, non fa scandali, non twitta compulsivamente alle tre del mattino in caps-lock e, all’occorrenza, può essere spento staccando la spina. La vera intelligenza artificiale, a Washington, è l’arte di far sembrare normale un teatro dell’assurdo.

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