C’è un nuovo mantra che aleggia nei palazzi del potere romano, una formula magica capace di far impallidire i vecchi “sono stato frainteso” della Prima Repubblica e le dirette Instagram strappalacrime della Terza. È la regola dello zero assoluto. A inaugurare questa affascinante corrente filosofica è Domenico Forgione, avvocato del foro di Napoli e neo-difensore d’ufficio della tranquillità istituzionale, sceso in campo per tutelare la giornalista Claudia Conte.
Come svelato da una vibrante missiva inviata al direttore dell’agenzia Adnkronos, il legale ha deciso di mettere i puntini sulle “i” riguardo al caso mediatico del momento, quello che vedrebbe la sua assistita pericolosamente vicina alle orbite del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Le parole dell’avvocato sono una poesia contemporanea: “Zero rivelazioni choc, zero illegalità o favoritismi, zero complotti e zero ricatti”. Un bollettino meteorologico perfetto: cielo sereno, visibilità ottima, rischio precipitazioni scandalistiche non pervenuto.
Insomma, mettete via i popcorn e disdite gli abbonamenti alle pay-tv. Non ci sarà nessun libro-confessione in uscita, nessuna intervista in prima serata e, soprattutto, nessun paragone con i “precedenti casi” che hanno allietato le nostre estati passate. Il riferimento ai fantasmi del fu Ministero della Cultura è puramente casuale, ma il messaggio è chiaro: qui non ci sono occhiali smart con telecamera nascosta, né cicatrici da mostrare a favore di telecamera. La compostezza regna sovrana, garantisce la difesa.
Ma il vero capolavoro di retorica forense arriva sul tema accademico. La tanto chiacchierata laurea alla Luiss Guido Carli? Un banale equivoco da curriculum. Come riportano le cronache de Il Fatto Quotidiano, la dottoressa Conte non ha mai sbandierato titoli inesistenti nelle sedi istituzionali. Si è semplicemente immatricolata, ha sostenuto “diversi esami di profitto” e poi ha completato il suo percorso altrove, portando a casa una magistrale a ciclo unico. Praticamente la stessa giustificazione che tutti noi abbiamo usato almeno una volta al pranzo di Natale con i parenti per spiegare i nostri fuoricorso, ma elevata a dignità di cronaca politica.
E mentre in Parlamento piovono le immancabili “interpellanze urgenti” – perché si sa, nel nostro Paese un pettegolezzo non è mai solo un pettegolezzo se non ci scappa almeno un’interrogazione parlamentare – la strategia della difesa è quella del silenzio stampa tombale. Niente linciaggi mediatici, per carità. Il diritto di cronaca non deve diventare dileggio, ammonisce il legale, spegnendo sul nascere i sogni di gloria dei retroscenisti a caccia di scoop.
Alla fine, in questa commedia all’italiana svuotata dei suoi colpi di scena, ci resta solo una grande, incolmabile noia. Il gossip di palazzo ha perso la sua verve sovversiva per trasformarsi in una fredda e calcolata tabula rasa. Zero complotti, zero ricatti, zero divertimento. Sipario.
Cronistoria dei Fatti
La reazione politica: Il caso solleva un polverone tale da generare “interpellanze urgenti” in Parlamento. La stampa tenta immediatamente di tracciare parallelismi con precedenti scandali a sfondo politico-istituzionale (con un implicito riferimento al caso Boccia-Sangiuliano del 2024).
17 Aprile 2026: L’avvocato Domenico Forgione, legale di Claudia Conte, invia una lettera ufficiale al direttore dell’Adnkronos, Davide Desario. Nella missiva, il legale smentisce categoricamente l’esistenza di “rivelazioni choc”, complotti, illegalità o ricatti. Chiarisce inoltre che la Conte non ha mai dichiarato in sedi istituzionali di essersi laureata alla Luiss (dove ha solo sostenuto alcuni esami prima di laurearsi altrove) e diffida i media dal continuare un “linciaggio mediatico”, annunciando il silenzio stampa della sua assistita per non alimentare ulteriormente il gossip.


