In principio fu la videocassetta con il calza-filtro spedita ai telegiornali, oggi ci accontentiamo di una lettera al curaro inviata al sito di Roberto D’Agostino. Marina Berlusconi, la primogenita, la zarina di Segrate, ha deciso di impugnare la tastiera come una chitarra elettrica e piazzare un assolo heavy metal contro Il Fatto Quotidiano. Altro che discesa in campo: qui siamo alla discesa agli inferi del dibattito mediatico, con tanto di clava.
Come riportato minuziosamente dalle agenzie, tra cui Adnkronos, la presidente di Fininvest ha deciso di rispondere a un articolo di Pino Corrias con la delicatezza di un bulldozer. Il giornalista l’aveva dipinta a tinte grottesche, ipotizzando un “dialogue coach” per impostarle la voce e attribuendole i testi di Ciao Darwin. Ma l’affronto supremo, quello che fa scattare l’orticaria nei salotti di Arcore, è sempre lo stesso: la presunta, imminente, fantomatica “discesa in campo”.
“Fantasie”, tuona Marina, smontando i sogni bagnati dei peones azzurri che ancora sperano nell’avvento di un ologramma dinastico per salvare le percentuali del partito. Ma il vero capolavoro pop della missiva, rilanciata a reti unificate anche da LaPresse, è il lessico. La miliardaria a capo di un impero editoriale prende in prestito il vocabolario dei collettivi universitari e lo scaglia contro i paladini del giornalismo indignato. Parla di “disprezzo per il genere femminile”, evoca il “body shaming” e definisce l’atteggiamento di Corrias e colleghi come “cavernicolo”, fermo a uno stadio pre-evoluzionistico.
È un cortocircuito meraviglioso, roba che a confronto il multiverso della Marvel è un saggio noioso. La figlia del fondatore del patriarcato televisivo italiano che dà lezioni di femminismo intersezionale alla redazione di Marco Travaglio. “Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà”, scrive Marina, dipingendo la vita con il giornalista come un faticoso esercizio di resistenza accanto a un uomo prigioniero di idee “retrograde, misogine e profondamente patriarcali”. Un ribaltamento di ruoli degno di una sceneggiatura da Oscar.
E mentre Il Fatto Quotidiano si ritrova accusato di essere il vero baluardo del machismo tossico, la presidente di Fininvest si appunta gli attacchi sulla giacca come “medaglie al valore”, compatendo la “banda” di Travaglio per la loro incrollabile, frustrante “ossessione antiberlusconiana”.
Nel frattempo, nel quartier generale di Forza Italia, il panico si mescola all’estasi. Come sottolinea Adnkronos, il partito si è affrettato a pubblicare un post di solidarietà su Instagram per condannare gli attacchi “volgari e sessisti”. Restano lì, a guardare il cielo, aspettando una discesa in campo che non arriverà, accontentandosi di una discesa in trincea che, perlomeno, regala un po’ di sano spettacolo.
Cronistoria dei Fatti
15 Aprile 2026: Marina Berlusconi rompe il silenzio. Sceglie *Dagospia* come megafono per pubblicare una durissima lettera di risposta. Come documentato da Quotidiano Nazionale e LaPresse, la presidente di Fininvest smentisce categoricamente qualsiasi intenzione politica e contrattacca accusando Corrias e *Il Fatto Quotidiano* di misoginia, body shaming e mentalità “patriarcale” e “cavernicola”.
15 Aprile 2026 (Sera): Le agenzie battono la notizia. Forza Italia, orfana di una leadership carismatica e sempre in attesa di un segnale dalla famiglia, si compatta attorno a Marina. Il partito pubblica un comunicato ufficiale sui propri canali social esprimendo solidarietà per i “vili attacchi sessisti”, come confermato da *Adnkronos*. La “discesa in campo” resta, per ora, pura fantascienza.


