C’è un momento esatto in cui un Ministro della Repubblica capisce che la festa è finita e bisogna chiamare gli adulti nella stanza. Per Carlo Nordio, quel momento è coinciso con la tranvata presa al referendum sulla giustizia e le conseguenti, inevitabili, dimissioni della sua ingombrante ombra: Giusi Bartolozzi.
La caduta della “zarina” Bartolozzi
Come ricostruisce Il Post, l’ormai ex capo di gabinetto si è dovuta fare da parte dopo una campagna elettorale in cui aveva scambiato i microfoni delle tv locali per il megafono di una curva ultrà, regalando al Paese perle indimenticabili del calibro di: «Votate sì, così ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione». Una frase che, stranamente, non ha rasserenato il clima, costringendo il Guardasigilli a promettere scuse pubbliche e, infine, a mostrare alla “zarina” (come l’aveva dolcemente ribattezzata Il Fatto Quotidiano) la porta d’uscita.
Dalla Dinamo Sassari a via Arenula: chi è Antonio Mura
E chi chiami quando il tuo ministero è in fiamme, la maggioranza trema e hai disperato bisogno di un profilo istituzionale che non minacci di radere al suolo i tribunali? Chiami un ex cestista di 72 anni, ovviamente.
Il nuovo capo di gabinetto è infatti Antonio Mura. Sassarese doc, classe 1954, magistrato in pensione ed ex procuratore generale. Ma soprattutto, come ci ricorda con orgoglio L’Unione Sarda, ex giocatore della Dinamo Sassari negli anni Settanta. Una dote fondamentale, l’abilità a rimbalzo, per chi dovrà parare i colpi di un governo in piena crisi di nervi.
L’usato sicuro che piace (anche) al centrosinistra
Mura è l’incarnazione dell'”usato sicuro” istituzionale. Sky TG24 sottolinea come a via Arenula sia considerato una figura «dallo standing ministeriale alto». Talmente alto che va bene per tutte le stagioni: dal 2014 al 2017 ha già guidato il dipartimento per gli affari di Giustizia nientemeno che con Andrea Orlando, esponente di spicco del Pd. Insomma, pur di arginare le intemperanze post-referendarie, il governo sovranista si affida a un ex magistrato (categoria fino a ieri considerata il nemico pubblico numero uno) che piaceva tanto alla sinistra.
Da Palazzo Chigi, riferisce sempre Il Fatto Quotidiano, tirano un sospiro di sollievo perché l’ex pg di Roma è una figura molto gradita ai vertici. Dopo i recenti scossoni politici e l’aria di “repulisti” all’interno dell’esecutivo, serviva un pompiere. E Mura, con un curriculum che spazia dal Csm in quota Magistratura Indipendente alla Cassazione, sembra l’uomo perfetto per rimettere il dentifricio nel tubetto istituzionale.
Resta solo da capire se l’ex cestista sardo riuscirà a fare schiacciate legislative o se, come molti prima di lui, finirà per palleggiare nel vuoto cosmico di un ministero che prometteva rivoluzioni epocali e si ritrova, mestamente, a richiamare i pensionati per tappare i buchi. Sipario.


