Napoli, rapina in banca: La banda del buco batte la Casa di Carta

Napoli, rapina in banca con 25 ostaggi: caccia alla 'banda del buco'. Al vaglio immagini telecamere

Dimenticate il Professore, Tokyo e le tutine rosse de La Casa di Carta. Netflix, scansati: a Napoli l’intrattenimento lo facciamo in presa diretta, rigorosamente dal sottosuolo. L’ultimo capolavoro della criminalità artigianale è andato in scena alla filiale del Credit Agricole in Piazzale Medaglie d’Oro, al Vomero, dove la famigerata “banda del buco” ha deciso di fare un prelievo fuori orario, senza bancomat ma con un’ottima trivella.

Come riportato puntualmente dalle agenzie, tra cui l’Adnkronos, il copione è da Oscar: un blitz in pieno giorno, 25 ostaggi tra clienti e dipendenti chiusi dentro, e un commando sbucato direttamente dalle viscere della città. Mentre le istituzioni faticano a tappare le voragini stradali, questi signori le buche le fanno, le mettono in sicurezza, ci passano attraverso e ci svaligiano pure le cassette di sicurezza. Geni dell’urbanistica non compresi.

E lo Stato? Presente, scenografico, hollywoodiano. Decine di carabinieri, tiratori scelti e polizia a circondare l’edificio con giubbotti antiproiettile. Per non farsi mancare nulla, è stato mobilitato perfino il GIS (Gruppo di Intervento Speciale), arrivato in elicottero da Livorno manco stessimo a Fallujah. Peccato che, al momento dell’irruzione trionfale, dentro la banca non ci fosse più nessuno, a parte gli ostaggi liberati dai vigili del fuoco. I nostri antieroi mascherati si erano già dileguati nelle fogne, lasciando le teste di cuoio a fissare un buco nel pavimento come Wile E. Coyote con Beep Beep.

Ora è il momento del rito catartico per eccellenza: “le indagini”. Come ci informa Il Roma, le forze dell’ordine, supportate dai tecnici dell’ABC (Acqua Bene Comune), stanno setacciando la rete fognaria. Il bottino dell’ispezione? Un generatore elettrico, secchi e palette. Praticamente l’attrezzatura dimenticata di un cantiere del Superbonus. E ovviamente, scatta l’immancabile e rassicurante “vaglio delle immagini delle telecamere”. Siamo certi che i circuiti di sorveglianza abbiano ripreso fedelmente i rapinatori mentre si trasformavano nelle Tartarughe Ninja, scomparendo tra i liquami e la leggenda.

Ma il vero capolavoro, la ciliegina sulla torta di questo grottesco teatro italiano, lo racconta Il Fatto Quotidiano: la corsa al lotto. Mentre gli ostaggi si riprendevano dallo shock e gli elicotteri ancora ronzavano, nelle ricevitorie partenopee si giocavano già i numeri della smorfia. Il 25 (gli ostaggi), il buco, i ladri. Perché la paura passa, l’indignazione sfuma, ma un terno secco sulla ruota di Napoli è per sempre.

In un Paese dove le grandi opere pubbliche impiegano decenni per vedere la luce e costano il triplo del preventivo, la banda del buco ha dimostrato un’efficienza infrastrutturale spaventosa. Hanno progettato, scavato, eseguito e collaudato un tunnel sotterraneo in tempi record, a costo zero per lo Stato, e si sono pure presi il disturbo di autofinanziarsi svaligiando la banca. Più che al vaglio delle telecamere, andrebbero messi a capo del Ministero delle Infrastrutture. Magari il Ponte sullo Stretto ce lo finiscono loro per il prossimo weekend.

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