Caso Delmastro: bistecche, FDI e clan Senese. conto salato

Caso Delmastro, la Bisteccheria d’Italia dei Caroccia “riciclava soldi del clan Senese”

Il patriottismo culinario è una cosa seria, ma a volte la frollatura della carne rischia di confondersi con il riciclaggio di capitali. È la dura lezione che ha imparato a sue spese Andrea Delmastro, ormai ex Sottosegretario alla Giustizia e paladino del “legge e ordine”, inciampato su una costata al sangue servita su un piatto d’argento al clan Senese.

La location del disastro è la “Bisteccheria d’Italia” di via Tuscolana, a Roma. Un nome che trasuda sovranismo da ogni griglia, gestito dalla società “Le 5 Forchette Srl”. Come ha svelato un’esplosiva inchiesta de Il Fatto Quotidiano, tra i soci fondatori di questa brillante start-up della pancia figuravano fior fior di esponenti biellesi di Fratelli d’Italia (dalla vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino all’assessore Cristiano Franceschini) guidati proprio da Delmastro. E fin qui, solo una discutibile passione per le proteine in combriccola. Il problema è l’altra socia: Miriam Caroccia, all’epoca diciottenne, detentrice del 50% delle quote.

Dietro il volto pulito della giovane amministratrice unica si staglia l’ombra ingombrante del padre, Mauro Caroccia. Un nome che a Roma non evoca solo abbuffate, ma anche amicizie pericolose. Caroccia senior sta attualmente scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver favorito il clan camorristico dei Senese, guidato dal boss Michele “O’ Pazz”.

Secondo quanto riportato da Adnkronos, la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha formalizzato per padre e figlia le accuse di riciclaggio e intestazione fittizia. L’ipotesi dei magistrati è che i Caroccia abbiano reinvestito i proventi illeciti del clan nella srl “Le 5 Forchette”, permettendo ai Senese di rafforzare il controllo economico sul territorio e di ripulire i capitali. In pratica, la lavatrice perfetta: entra denaro sporco, esce uno scontrino per una tagliata rucola e grana.

Delmastro, travolto dallo scandalo e costretto alle dimissioni a ridosso del disastroso referendum sulla giustizia, ha provato a difendersi con la classica mossa dell’ingenuo inconsapevole, sostenendo di aver investito in buona fede e di essere scappato a gambe levate una volta emersi i dubbi. Peccato che il quotidiano Domani abbia pubblicato una foto sorridente che ritrae proprio l’ex sottosegretario abbracciato a Mauro Caroccia, smontando pezzo per pezzo la narrazione del politico ignaro.

Insomma, i paladini dell’antimafia da salotto si sono ritrovati a fare cassa comune con i prestanome della camorra romana. Tra una rivendicazione identitaria e un inno al Made in Italy, la destra di governo ha scoperto che il confine tra la “Nazione” e l’associazione a delinquere a volte è sottile come una fetta di carpaccio. E mentre la Dda prepara gli interrogatori a piazzale Clodio, a noi non resta che ammirare il capolavoro: volevano difendere l’Italia, hanno finito per foraggiare la cassa continua di “O’ Pazz”. Conto, prego.


Cronistoria dei Fatti

Cronistoria del Caso Delmastro-CarocciaDicembre 2024: Davanti a un notaio di Biella nasce “Le 5 Forchette Srl”. I soci? Andrea Delmastro (25%), altri esponenti di spicco di Fratelli d’Italia (Elena Chiorino, Cristiano Franceschini, Davide Zappalà) e la diciottenne Miriam Caroccia (50%). La società è destinata a gestire la “Bisteccheria d’Italia” a Roma.

Gennaio 2025 – Febbraio 2026: Mauro Caroccia, padre di Miriam ed ex titolare del ristorante “Da Baffo”, viene condannato in Appello bis a 4 anni. A febbraio 2026 la condanna diventa definitiva: intestazione fittizia di beni aggravata per aver favorito il clan Senese.

Prima metà di Marzo 2026: Il Fatto Quotidiano lancia lo scoop sui legami societari tra Delmastro e la famiglia Caroccia. Delmastro cede frettolosamente le sue quote e si dichiara estraneo ai fatti, ma Domani pubblica una foto che lo ritrae amichevolmente insieme a Mauro Caroccia.

Fine Marzo 2026: Travolto dall’indignazione pubblica e dalla sconfitta del governo al referendum sulla Giustizia, Delmastro rassegna le dimissioni da Sottosegretario. Contestualmente, la Dda di Roma iscrive nel registro degli indagati Mauro e Miriam Caroccia con le pesantissime accuse di riciclaggio e intestazione fittizia per conto del clan camorristico dei Senese.

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