Dimenticate le noiose supercazzole sulla “meritocrazia” e l’etica di partito. Il vero endorsement punk di questa campagna elettorale lo ha firmato Aldo Mattia, deputato di Fratelli d’Italia, che ha deciso di gettare la maschera e trasformare la politica in un onesto e ruspante tutorial sul voto di scambio.
Come riportano le cronache impietose di testate come Calabria 7 e Il Post, durante un comizio a Genzano di Lucania, in terra lucana, il nostro eroe ha catechizzato i militanti su come convincere gli elettori a votare “Sì” all’imminente referendum sulla giustizia. E siccome, come fa notare Il Post, i sondaggi per il governo non stanno girando benissimo in vista delle urne, Mattia ha suggerito di passare alle maniere forti. Anzi, alle maniere antiche.
“Avete gli argomenti da poter discutere, ma se non dovesse servire utilizzate anche il solito sistema clientelare”, ha declamato il deputato. Boom. Niente giri di parole, niente “creiamo sinergie territoriali”. Solo la nuda e cruda sociologia del favore. E per chi in platea fosse stato un po’ duro di comprendonio, l’onorevole ha fornito anche un pratico copione da recitare: “Beh fammi questo favore, perché tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore… aiutami per quest’altra questione perché io te ne ho fatti già tanti”.
È una masterclass. È Cetto Laqualunque che incontra Machiavelli, con una spruzzata della peggiore Prima Repubblica. Ma la vera perla, il cortocircuito sublime che farebbe invidia a una sceneggiatura di Sorrentino, è il contesto: stiamo parlando di un referendum sulla giustizia. Votiamo per riformare la magistratura chiedendo favori a cugini e debitori. Un capolavoro di coerenza che ha scatenato l’entusiasmo del pubblico. Già, perché come sottolinea l’agenzia Dire, nessuno si è alzato per indignarsi o fermarlo: la platea targata FdI ha semplicemente applaudito la “call to action”. Sotto a chi tocca, prego, c’è posto per tutti.
A guastare la festa di questo Rinascimento della raccomandazione ci ha pensato Rocco Maruotti, segretario generale dell’Anm, che ha diffuso il video sui social ricordando, con una certa noia istituzionale, che barattare la Costituzione per un favore non è esattamente il massimo. Apriti cielo. Le opposizioni si sono svegliate dal letargo: Elly Schlein è dovuta andare in tv a La7 per ricordare le basi del codice penale (“il clientelismo è un reato”), mentre dal PD, l’onorevole Amendola ha fatto notare l’elefante nella stanza: ma come, Fratelli d’Italia non era il partito della legalità che cita Paolo Borsellino un giorno sì e l’altro pure?
Evidentemente, tra un richiamo all’ordine e una fiaccolata per la legalità, il richiamo della foresta clientelare è stato troppo forte. In un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale e dagli algoritmi predittivi, il deputato Mattia ci ricorda che il vero, infallibile algoritmo italiano ha un solo nome: tengo famiglia. E se per cambiare la Costituzione serve sistemare il cugino, beh, preparate i curriculum. La Repubblica fondata sul lavoro è in aggiornamento; stiamo passando alla Repubblica fondata sul “ti devo un favore”.


