Trump blocca i porti alle 16. Ghalibaf: godetevi la benzina

Lo stretto di Hormuz è chiuso. Trump: 'Il blocco dei porti da oggi alle 16'. Ghalibaf: 'Godetevi ora i prezzi della benzina'

Benvenuti nel 2026, l’anno in cui l’Apocalisse non si annuncia con le trombe degli angeli, ma con un post in capslock su Truth Social. Come riportano gli ultimi bollettini di Sky TG24, i tanto sbandierati negoziati di pace a Islamabad tra Stati Uniti e Iran sono ufficialmente collassati. Il risultato? Il caro vecchio Donald Trump ha preso in mano lo smartphone e ha deciso di chiudere il rubinetto globale dell’oro nero, annunciando il blocco navale immediato dello Stretto di Hormuz.

Con la delicatezza di un buttafuori in un locale di Caracas, il Presidente Usa ha ordinato il blocco totale di tutti i porti iraniani a partire dalle 16:00 di oggi, ora italiana. L’operazione è stata confermata dal Comando Centrale americano e diffusa dalle agenzie riprese da testate come Il Giornale di Brescia. Un «blocco imparziale» per chiunque tenti di entrare o uscire dalle coste di Teheran, con i cacciatorpediniere pronti a sminare d’imperio lo Stretto. E per chi avesse dubbi sulle regole d’ingaggio, The Donald è stato cristallino: «Qualsiasi iraniano che spari contro di noi verrà fatto saltare in aria», una dichiarazione intrisa di purissima poesia diplomatica.

Ma se vi aspettavate un establishment iraniano in lacrime, vi sbagliavate di grosso. Come documentato da Il Fatto Quotidiano, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e neo-influencer del terrore energetico, ha risposto su X con la pacatezza di un trapper durante un dissing: «Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone». In pratica, Ghalibaf ci sta simpaticamente suggerendo di fare il pieno finché possiamo, perché tra qualche giorno per fare dieci chilometri in tangenziale dovremo accendere un mutuo a tasso variabile.

La situazione è talmente grottesca che persino gli storici alleati iniziano a defilarsi con eleganza. La Gran Bretagna ha fatto sapere tramite la BBC che non manderà mezza nave a bloccare i porti iraniani, spiegando che tutelare «il costo della vita nel nostro Paese» viene prima delle crociate di Washington. Traduzione: arrangiatevi, noi abbiamo già i nostri problemi con l’inflazione e le bollette.

Così, mentre il vicepresidente americano JD Vance torna a casa da Islamabad con un pugno di mosche dopo 21 ore di estenuanti vertici raccontati da Ticinonline, e la Marina iraniana definisce «completamente ridicole» le minacce a stelle e strisce, noi comuni mortali ci prepariamo a rispolverare i monopattini elettrici. L’era della benzina a buon mercato è ufficialmente finita, sepolta sotto l’ego sconfinato di due blocchi che giocano a Risiko sull’orlo della Terza Guerra Mondiale. E a noi non resta che goderci la passeggiata a piedi.


Cronistoria dei Fatti

### Cronistoria: Il collasso di Islamabad e il blocco di Hormuz

* **I negoziati di Islamabad**: Dopo due settimane di un fragile cessate il fuoco, come riportato dalla stampa elvetica, le delegazioni di Stati Uniti e Iran si sono incontrate a Islamabad con la complessa mediazione del Pakistan. A guidare la fazione Usa c’era il vicepresidente JD Vance, mentre per l’Iran era presente il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
* **Il fallimento diplomatico**: Nonostante una formale stretta di mano iniziale, dopo 21 ore di colloqui il tavolo è saltato. Secondo i Pasdaran e l’agenzia Tasnim, la colpa è delle «richieste eccessive» e «irragionevoli» americane, mentre secondo Trump la delegazione di Teheran è rimasta «molto inflessibile».
* **L’annuncio del blocco**: In risposta al mancato accordo, Donald Trump ha annunciato il blocco navale dello Stretto di Hormuz e dei porti iraniani. Il Comando Centrale americano (Centcom) ha specificato che la misura entrerà in vigore alle 16:00 (ora italiana) del 13 aprile 2026, consentendo il passaggio nello Stretto solo da e per porti non iraniani.
* **Le reazioni incrociate**: L’Iran ha condannato la mossa, con la Marina che l’ha definita «ridicola». Ghalibaf ha invece ironizzato apertamente sui social network riguardo all’imminente esplosione dei prezzi del carburante negli Usa e nel mondo. Nel frattempo, alleati storici degli Stati Uniti, come il Regno Unito, si sono tirati indietro dal partecipare attivamente al blocco dei porti.

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