Morto Chuck Norris a 86 anni: la morte ha chiesto scusa

E' morto Chuck Norris, star dei fim d'azione: l'attore aveva 86 anni

Il Tristo Mietitore ha fatto testamento, ha indossato il paradenti e, sudando freddo, ha bussato alla porta. Alla fine, contro ogni legge della fisica teorica e della cultura pop, l’impossibile è diventato cronaca: Chuck Norris è morto all’età di 86 anni. Non è un meme sfuggito al controllo, non è una delle storiche battute che intasavano i server di Facebook nel 2010. È la cruda realtà, confermata con un post su Instagram dalla sua stessa famiglia, che ci ha tenuto a precisare come l’attore se ne sia andato giovedì mattina in un ospedale delle Hawaii, “circondato dai suoi cari e in pace”. Una fine sorprendentemente zen per un uomo che ha trascorso la carriera a risolvere le controversie diplomatiche a suon di calci rotanti.

A sganciare la bomba, come sempre quando si tratta di misurare i battiti cardiaci di Hollywood, è stato il portale di gossip TMZ, rivelando che il divo era stato ricoverato d’urgenza per un’improvvisa emergenza medica. E mentre il web già si prepara a scrivere in loop che “Chuck Norris non ha avuto un malore, è il suo cuore che ha chiesto pietà”, noi comuni mortali dobbiamo fare i conti con la fine dell’immortale.

Nato Carlos Ray Norris, l’uomo aveva capito subito che per sfondare a Hollywood dovevi menare le mani. E lo ha fatto col botto. Ha iniziato prendendo le mazzate (cinematografiche, s’intende) dal leggendario amico Bruce Lee ne L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente nel 1972, per poi capire che i buoni incassano, ma i giustizieri fanno i milioni al botteghino. Negli anni ’80 è diventato l’emblema del machismo reaganiano con capolavori di rara cafonaggine esplosiva come Missing in Action e Invasion U.S.A.. Ma è con Walker, Texas Ranger che ha trasceso il piccolo schermo, trasformando un tutore dell’ordine in camicia di jeans e sguardo bovino in un’icona pop capace di sostituire il giusto processo con una ginocchiata in faccia.

Certo, il Chuck Norris “reale” era parecchio diverso dal semidio ironico venerato dai nerd di tutto il mondo. Come ricorda opportunamente il Guardian nel suo coccodrillo odierno, dietro la barba fulva si nascondeva un fervente conservatore, attivissimo a destra, che nel 2012 avvertiva gli americani dell’arrivo di “mille anni di oscurità” nel caso di una rielezione di Barack Obama. Un profeta dell’Apocalisse repubblicana che, tra un endorsement politico e una polemica, trovava comunque il tempo per piazzarci l’attrezzo da palestra Total Gym in quelle televendite notturne che hanno segnato l’insonnia di una generazione.

Oggi, però, l’ideologia passa in secondo piano di fronte alla caduta del mito. L’uomo che ha contato fino all’infinito (due volte) ha finalmente raggiunto il suo limite anagrafico. Non ci saranno funerali di Stato, ma ci aspettiamo come minimo una salva d’onore sparata a mani nude dai Rangers del Texas. Addio, Chuck. Insegnagli tu, lassù, come si usa il Total Gym senza versare una singola goccia di sudore.

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