Fermi tutti! Svuotate le agenzie di stampa e fermate le rotative. Il Medio Oriente è una polveriera, i mercati piangono lacrime nere, e da Londra spunta dal cilindro un fantomatico piano di 6 Paesi per la riapertura di Hormuz. E indovinate un po’? C’è l’Italia! Eravamo in ansia, temevamo di perderci il Coachella della crisi geopolitica globale, quel privè esclusivo dove i VIP del disastro si radunano per suonare i tamburi di guerra.
Ma ecco il plot twist, roba che M. Night Shyamalan levati: il nostro Ministro della Difesa, Guidone Crosetto – l’uomo che di solito sussurra ai carri armati – si è improvvisamente trasformato nel Dalai Lama in mimetica. Davanti all’idea di infilare le nostre navi nel budello infuocato dello Stretto, ha sentenziato: «Nessuna missione senza una tregua». BOOM! Il pacifismo che non ti aspetti.
Ha persino aggiunto, con la flemma di chi sa bene che non abbiamo mezza barca di scorta da mandare al macello: «Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa». Insomma, andiamo a Hormuz, sì, ma solo se prima si abbracciano tutti e mettono su Imagine di John Lennon. Un po’ come dire: “Partecipo volentieri alla rissa nel parcheggio della discoteca, ma chiamatemi solo quando avete finito di darvi le bottigliate e vi state scambiando i braccialetti dell’amicizia”.
A fare da spalla comica ci pensa Fra’ Antonio Tajani, che si affretta a tranquillizzare le cancellerie e i pensionati sintonizzati sui tg: «Documento solo politico, non militare». Ah, meno male! Quindi non manderemo le fregate della Marina a sbloccare il traffico marittimo. Probabilmente invieremo una delegazione di stagisti della Farnesina armati di PowerPoint e slide motivazionali per convincere gli Ayatollah a liberare il passaggio. Magari con un bel flashmob pacifista sulle note dei Coldplay.
La realtà, spogliata dal circo mediatico, è degna di un pezzo grunge anni ’90: cupa, disperata e senza via d’uscita. Mentre il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, urla nel vuoto cosmico «Usa e Israele cessino la guerra, Iran apra Hormuz», noi ci accodiamo a questo “piano dei Sei” giusto per mettere la bandierina sulla mappa e non far la figura dei fessi lasciati fuori dalla chat di gruppo della diplomazia internazionale.
La verità è che l’azione “politica” è l’unica opzione quando l’alternativa è finire in mezzo al fuoco incrociato tra i droni di Teheran e le bombe di Tel Aviv. Crosetto l’ha capito: fare i duri e puri va di moda nei salotti tv, ma quando il gioco si fa pesante, meglio riscoprirsi tutti improvvisamente figli dei fiori. Mettete dei fiori nei vostri cannoni, signori. O almeno, metteteci un bel documento programmatico firmato da Tajani.


