FLASH! Dite a Roger Waters di preparare il Maalox! La leggendaria Black Strat di David Gilmour, il sacro Graal dei Pink Floyd, è stata appena battuta all’asta da Christie’s a New York per la modica e proletarissima cifra di 14,5 milioni di dollari. Avete letto bene: quattordici milioni e mezzo per un pezzo di legno e corde con cui il buon David ha tirato giù i muri (letteralmente e metaforicamente).
Come riporta Adnkronos, la cifra segna il nuovo record assoluto per una chitarra nella storia dell’umanità. C’è una poesia perversa, quasi marxista al contrario, nel fatto che lo strumento usato per incidere Money (nel capolavoro The Dark Side of the Moon) sia finito per diventare l’ennesimo asset finanziario speculativo. Nel 2019, la stessa chitarra era stata acquistata dal compianto Jim Irsay, patron della squadra di football degli Indianapolis Colts, per circa 5,2 milioni di dollari. Irsay è passato a miglior vita nel 2025, e ora la sua monumentale collezione è tornata sul mercato. La plusvalenza? Degna del miglior insider trading di Wall Street: il valore è quasi triplicato in soli sette anni.
“Queste chitarre sono state molto generose con me, sono come amici. È il momento che servano qualcun altro”, aveva dichiarato Gilmour in una vecchia intervista a Rolling Stone ripresa dalle agenzie. Parole toccanti, se non fosse che il “qualcun altro” è il solito acquirente anonimo che, con ogni probabilità, non sa suonare nemmeno “Fra Martino Campanaro” col plettro e terrà la Stratocaster sotto teca termoregolata nel salotto del suo superyacht a Montecarlo.
Ma la fiera del feticismo borghese non si è fermata al caro vecchio David. Nel gran bazar dei cimeli rock, la follia collettiva dell’asta ha visto la chitarra ‘Tiger’ di Jerry Garcia volare via a 11,56 milioni di dollari, mentre la Fender Mustang di Kurt Cobain (sì, proprio lui, l’icona dell’anticapitalismo in camicia di flanella) è stata piazzata a 6,9 milioni. Alla faccia del Teen Spirit e del disagio giovanile di Seattle.
In sintesi, il mercato dell’arte ci ricorda che la ribellione rock è morta, felicemente imbalsamata e prezzata in valuta forte. Mentre noi comuni mortali continuiamo a strimpellare copie cinesi scordate sognando l’assolo di Comfortably Numb, l’1% del pianeta spende il PIL di un piccolo Stato per comprarsi l’illusione di possedere l’anima del rock psichedelico. E come cantavano i Pink Floyd: Grab that cash with both hands and make a stash. Mai verso fu più profetico.


